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03.08.2015 | GET OFF THE GROUND

get-off-the-groundGET OFF THE GROUND

03.08.2015 ore 20.00
CONVENTO DI SAN FRANCESCO
via Gargallo, 67 Ortigia – Siracusa

Il design è quella linea sottile tra arte e progetto che viene continuamente oltrepassata caricandosi di sogni, desideri e passioni a volte così intensi e personali da produrre un’ idea, spesso suggerita dall’osservazione della natura e finalizzata ad un unico soggetto: l’uomo.

EVENTO
Questo è il mood che dà vita all’universo creativo di Pietro Travaglini, giovane bolognese inserito già nel 2012 nella Top Ten dei Designer Italiani più apprezzati al mondo dalla stampa estera, per i suoi pezzi che sono cristalli di movimento, concepiti come corpi in costante e vitale dialogo con la luce e lo spazio. Per presentare al grande pubblico del Fuorisalone le sue creazioni antropomorfiche e mutanti, il designer ha dunque scelto una mise en scene fluida, una video-installazione, e la firma di due grandi nomi, il fotografo internazionale Giovanni Gastel e il regista Marco Pozzi. Il titolo “Get Off The Ground” è un’espressione inglese che coglie appieno il significato plurimo di questo evento: tradotto in italiano vuol dire infatti sia “decollare” – il giovane talento che si fa conoscere al grande pubblico – ma anche “avviare progetti” – il design di Pietro in sinergia con l’allestimento d’autore – e “mettere in moto” – il concetto di “movimento” che anima e ispira i pezzi del creativo ed è leit motiv anche delle videoinstallazioni site specific.

CONCEPT

Il concept visivo è incentrato sul rapporto tra dinamiche e forme del corpo umano e spazio – forma nel design: equilibrio, movimento, dinamismo.
Lo shooting fotografico è preliminarmente effettuato da Giovanni Gastel.
Una sequenza di immagini fotografiche sviluppate in senso verticale realizzate da Giovanni Gastel fissano il movimento – forma di un corpo maschile stilizzato in un limbo bianco.
Le fotografie sono state poi trattate con un intervento di motion graphic.
Il risultato sarà una sorta di immagine fotografica in cui la staticità, tipica della fotografia, si intreccia con
un leggero, quasi impercettibile movimento.
Una vertigine ipnotica per lo spettatore.

ALLESTIMENTO
Al Superstudio, l’esposizione degli oggetti sarà inserita e contestualizzata in uno spazio caratterizzato dalla penombra.
La luce piove dall’alto per fasciare le opere di Pietro Travaglini.
Due grandi “monoliti” sviluppati in verticale (3 metri di altezza per 1,50 di larghezza) scandiscono e definiscono lo spazio espositivo. Si tratta di due supporti per videoinstallazioni. Le immagini videoproiettate sono curate dal regista Marco Pozzi che ha trattato e animato in motion graphic le fotografie realizzate ad hoc per il progetto da Giovanni Gastel. Il soggetto delle videoinstallazioni è il corpo, il (micro)movimento del corpo a cura del coreografo Davide Montagna. Il percorso e il processo stesso di realizzazione della videoinstallazione è raccontato da un mini allestimento video suddiviso in quattro capitoli in altrettanti piccoli monitor tipo iPad. In questo modo viene evidenziata la contaminazione tra movimento, fotografia, animazione, grafica e cinema.

PEZZI IN SCENA
Le fotografie di Gastel rielaborate e astrattizzate suggeriscono il racconto del corpo come si riverbera nella stessa silhouette dei pezzi di Travaglini; tra i tanti in mostra, la libreria Schiena, una combinazione dinamica di elementi modulari collegati da dischi e dotati di luce, la lampada portariviste Onda, un progetto che evoca la sinuosità e la potenza dell’elemento da cui prende il nome in una chiave quasi cubista, le lampade della Serie Tubino che enfatizzano leggerezza in una struttura autoportante, disegnando come un tratto di penna, figure tridimensionali dall’equilibrio apparente instabile e la sorprendente seduta-scultura Metropoli che regala a chi vi si siede lo “skyline” ideale e unico plasmato dalla propria impronta.
Acciaio micro pallinato vetro, MDF, led, marmo sono i materiali d’elezione di Pietro, che plasma la materia fredda in poesia, trasforma la sua durezza in silhouette armoniche e antropomorfiche, dona alle forme archetipiche del design domestico lo status di arte.

BIO

Pietro Travaglini, designer bolognese, inizia il suo percorso alla Facoltà di Architettura di Firenze. Nel corso del tempo il design diventa per lui la capacità di raccontare e raccontarsi, in quella linea di confine tra arte e progettazione, un limbo perfetto nel quale sentirsi vivo. Poliedrico e interdisciplinare, Travaglini ha ideato e promosso DeVision (Design Vision), un concorso dedicato agli studenti di design, sviluppato in collaborazione con il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. E’ stato docente all’Università L.UN.A (Libera Università delle Arti) di Bologna. Ha partecipato a varie fiere, manifestazioni ed eventi, tra cui Fuorisalone di Milano, Habitat, salone dell’arredamento e delle soluzioni abitative di Venezia, Fierarredo a Bologna, Oltrelarte per Art City White Night a Bologna, Race to Surface di Microsoft al MAMbo, asta online Ripple of Hope promossa dal Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights (RFK Center). Nel 2014 Travaglini ha partecipato come ambassador della mostra fotografica Affligem Momentum realizzata da Giovanni Gastel per raccontare il luxury brand Aflligem di Heineken. Il lavoro di Pietro Travaglini ha conquistato l’attenzione della stampa italiana e internazionale, di settore e non, cartacea e online. Tra le principali testate che hanno parlato di lui: Interni magazine, La Stampa, GQ Italia, Libero, Le Figaro, Trendhunter, Yanko Design.

 

Direzione creativa Marco Pozzi e Carlotta Colarossi pe‎r Quelquechose
Video installazioni Marco Pozzi, Fotografie Giovanni Gastel, Coordinamento coreografico Davide Montagna,
Coordinamento animazioni e motion graphic Federico Monti, Coordinamento ufficio stampa Valentina Raggi,
Project leader Carlotta Colarossi

 

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